Trebula Mutuesca

Trebula Mutuesca

L’agriturismo La Casa di Campagna si trova a circa 750 m dagli scavi dell’antica città sabina di Trebula Mutuesca, a circa 1,5 km dal paese di Monteleone Sabino. L’antica città romana fu citata, nel corso della storia da Strabone, Dionigi d’Alicarnasso, Plinio il Vecchio e Virgilio. I suoi resti risalgono ad un periodo non superiore al IV secolo a. C., ma questo non esclude la presenza di un insediamento risalente ad epoche più antiche.

Nel 290 a. C. Trebula Mutuesca, come tutta la Sabina, viene conquistata dai romani. Questo evento determinerà un notevole processo di sviluppo, soprattutto economico, caratterizzato dall’espansione delle colture attraverso le Ville Rusticae.

La città di Trebula Mutuesca si sviluppava su tre colline: il colle Foro, il colle Castellano ed il colle Diana, e sulla piana racchiusa tra queste tre alture, denominata Pantano. In tutta l’area sono visibili i resti di imponenti strutture. Nel corso del I secolo a. C., diviene Municipium e da a questo periodo fino al I secolo d. C., la città subisce dei notevoli cambiamenti. Grazie  alla ricca famiglia sabina dei Brutti Praesentes, vengono realizzate moltissime opere ed edifici come le terme e l’anfiteatro.

Quest’ultimo, risalente alla prima metà del II secolo, è stato riportato alla luce quasi integralmente, dagli scavi archeologici del 1958, poi ripresi nel 1998 con fondi dell’Unione Europea, nell’ambito di un progetto della Regione Lazio teso al recupero ed alla valorizzazione dell’antico centro. E’ costituito da una pianta ellittica di  94 x 66 m. L’edificio è realizzato in opera mista e blocchi di calcare. Parzialmente appoggiato alla roccia collinare, vi si accedeva da due ingressi principali alle estremità dell’asse maggiore.

L’anfiteatro è caratterizzato da un locale sotterraneo quadrangolare, sul quale si aprivano due gallerie, che correvano l’una, permettendo l’accesso al vano, lungo l’asse minore, coperta a volta, l’altra lungo l’asse maggiore, un tempo anch’essa coperta da volte a botte, oggi crollata. Sotto la cavea, sempre in seguito agli scavi, sono emersi 33 ambienti radiali che sostenevano le gradinate e che erano adibiti a varie funzioni, pavimentati in semplice mosaico bianco e nero o a mattoncini.

Nel corso degli scavi per riportare alla luce Trebula Mutuesca, sono state rinvenute anche due iscrizioni traianee in marmo di Carrara, risalenti al 115, che menzionano un intervento successivo sull’opera, interpretato come una ricostruzione monumentale dell’ingresso effettuata dall’Imperatore Traiano. Molto interessanti risultano anche le indagini sull’articolato sistema fognario sottostante l’anfiteatro che confermano il capolavoro ingegneristico dell’anfiteatro.

A causa della mancanza di citazioni nelle fonti classiche, non sappiamo molto sulla vita sociale di Trebula Mutuesca. I pochi riferimenti di Strabone, Dionigi d’Alicarnasso e Plinio il Vecchio, si limitano semplicemente a menzionare la città. Virgilio invece, in un passo dell’Eneide (VII, 711), ci dà delle importanti informazioni sul tipo di colture praticate a Trebula. Qui Virgilio ricorda i valorosi soldati dell’olivifera Mutusca (Ereti manus omnis oliviferaeque Mutuscae).

L’Agriturismo La Casa di Campagna si trova a circa 300 metri di distanza dagli scavi archeologici di Trebula Mutuesca. Se volete passare una giornata diversa, all’insegna di cultura e natura, veniteci a trovare!

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